La richiesta alla base di questo intervento era precisa: creare un ambiente separato dal contesto circostante, nel quale svolgere in sicurezza le operazioni necessarie allo smaltimento dell’amianto presente nel cantiere.
Hangar ha quindi progettato una copertura per smaltimento amianto costituita da una struttura autoportante in alluminio, con appoggi a terra e teli in PVC prodotti su misura. La chiusura della parte superiore e del perimetro ha permesso di circoscrivere la zona operativa per tutta la durata delle lavorazioni.
Una necessità particolarmente rilevante in questo caso, data la presenza nelle immediate vicinanze di edifici, strade e infrastrutture.
Il contesto: lavorazioni delicate in un’area urbana
Il cantiere si trovava in un contesto densamente costruito. Attorno alla zona interessata erano presenti edifici residenziali, viabilità locale e una linea ferroviaria.
Gli spazi limitati rendevano necessario studiare con attenzione sia l’ingombro della struttura sia il rapporto con le costruzioni confinanti. Allo stesso tempo, dovevano rimanere disponibili gli accessi indispensabili per persone, attrezzature e materiali.
Una configurazione aperta lateralmente non avrebbe risposto alle esigenze dell’intervento. Serviva un sistema capace di proteggere la parte superiore e chiudere il perimetro, senza utilizzare un ponteggio come sostegno principale.
La soluzione doveva quindi adattarsi alla geometria effettiva dell’area, rispettare gli spazi di passaggio e consentire alle imprese incaricate di organizzare le attività specialistiche previste.
Dal sopralluogo alla configurazione da terra
Per progettare una copertura di questo tipo non è sufficiente conoscere la superficie da proteggere.
Occorre valutare la posizione degli appoggi, gli ostacoli presenti, i percorsi di accesso e le modalità previste per l’ingresso e l’uscita dei materiali. Anche la distanza dagli edifici vicini incide sulla geometria della struttura e sull’organizzazione del montaggio.
Il sopralluogo ha permesso di analizzare questi elementi direttamente sul posto. La forma del lotto, gli ingombri e gli spazi di passaggio hanno orientato la scelta verso una copertura da terra autoportante, indipendente dall’edificio interessato dalle lavorazioni.
L’obiettivo non era adattare una struttura standard a uno spazio disponibile, ma sviluppare una configurazione coerente con i vincoli reali del cantiere.
Questa fase preliminare è stata determinante anche per coordinare la copertura con le modalità operative previste. Accessi, chiusure e percorsi interni dovevano essere considerati prima dell’installazione, evitando modifiche improvvisate durante le attività.
La soluzione tecnica: una copertura da terra completamente chiusa
Per il progetto è stata realizzata una carpenteria in alluminio con appoggi a terra, completata da teli in PVC su misura sulla parte superiore, sui timpani e lungo i lati.
La configurazione autoportante ha consentito di organizzare il volume interno senza utilizzare il ponteggio come sostegno principale della copertura.
La struttura ha mantenuto una propria autonomia rispetto all’edificio, lasciando alle imprese incaricate lo spazio necessario per predisporre le lavorazioni e gestire la movimentazione dei materiali.
Una struttura indipendente dall’edificio
Il sistema disponeva di appoggi propri, distribuiti in funzione del perimetro disponibile e degli ingombri presenti.
Questa caratteristica ha permesso di evitare interferenze tra la carpenteria e le attività svolte all’interno. La copertura è stata così integrata nell’organizzazione del cantiere senza dipendere dagli elementi dell’edificio interessato dall’intervento.
La vicinanza delle costruzioni confinanti ha richiesto una progettazione attenta. In alcuni punti, gli spazi ridotti rendevano necessario coordinare con precisione geometria della struttura, passaggi e chiusure perimetrali.
Teli in PVC su misura
I rivestimenti in PVC sono stati progettati insieme alla carpenteria, tenendo conto della conformazione effettiva dell’area.
La personalizzazione ha interessato la copertura superiore, i timpani, le pareti laterali e i punti in corrispondenza degli accessi. In questo modo è stato possibile raccordare correttamente le diverse parti, evitando adattamenti improvvisati durante l’installazione.
La produzione su misura ha avuto un ruolo particolarmente importante nelle zone più vicine agli edifici esistenti, dove lo spazio per il montaggio era limitato.
I teli non svolgevano quindi una funzione accessoria. Erano parte integrante del sistema tecnico, perché completavano la chiusura e adattavano la copertura alle caratteristiche reali del cantiere.
Il montaggio nell’area di intervento
L’installazione è stata pianificata a partire dal perimetro disponibile e dagli accessi che dovevano rimanere operativi.
Gli elementi in alluminio hanno progressivamente definito la struttura autoportante. Successivamente, i teli in PVC hanno completato la parte superiore, i timpani e le chiusure laterali.
Le immagini mostrano quanto la copertura fosse vicina alle costruzioni confinanti. Questa condizione ha richiesto un coordinamento preciso tra carpenteria, rivestimenti e punti di passaggio, per utilizzare lo spazio disponibile senza compromettere la funzionalità del cantiere.
Al termine del montaggio, la zona destinata alle operazioni sull’amianto risultava delimitata rispetto all’ambiente esterno e pronta per l’avvio delle attività specialistiche.
Il ruolo della copertura durante lo smaltimento dell’amianto
Durante l’intervento, la struttura ha mantenuto separata la zona operativa dagli spazi circostanti e ha protetto le lavorazioni dall’esposizione diretta alle precipitazioni e agli altri agenti atmosferici.
Le attività hanno potuto così svolgersi all’interno di un ambiente predisposto appositamente, anziché in uno spazio completamente aperto. Questo ha reso più gestibili le condizioni operative e l’organizzazione delle diverse fasi.
Il risultato: lavorazioni concluse senza criticità
Le operazioni previste sono state portate a termine regolarmente, senza criticità segnalate.
La struttura ha assolto la funzione per la quale era stata progettata: predisporre uno spazio chiuso e indipendente nel quale eseguire le attività necessarie allo smaltimento dell’amianto.
Il risultato non dipendeva da una singola caratteristica, ma dall’integrazione tra configurazione da terra, chiusure in PVC, organizzazione degli accessi e adattamento agli spazi disponibili.
Quando la configurazione deve essere valutata con attenzione
Una copertura da terra richiede superfici compatibili con il posizionamento degli appoggi e con le operazioni di montaggio.
La presenza di edifici ravvicinati, ostacoli, accessi ridotti o percorsi che devono rimanere liberi può incidere sulla fattibilità della soluzione. Anche la durata dell’intervento e le modalità di movimentazione dei materiali devono essere considerate durante la progettazione.
Per questo una configurazione simile non può essere definita soltanto sulla base della superficie da coprire. Il sopralluogo serve a verificare se gli spazi disponibili consentono di installare la struttura e di utilizzarla senza creare interferenze con le lavorazioni specialistiche.
Cosa insegna questo intervento
Questo caso mostra quanto sia importante progettare la protezione insieme all’organizzazione delle attività.
Accessi, appoggi, chiusure e movimentazione dei materiali devono essere valutati prima dell’installazione. Inserire la copertura solo in un secondo momento, quando le modalità operative sono già state definite, può generare interferenze e rendere più complessa la gestione degli spazi.
La copertura da terra si è dimostrata adatta perché ha permesso di creare un volume indipendente dall’edificio. I teli su misura hanno invece consentito di adeguare le chiusure alla forma reale del lotto e alla vicinanza delle costruzioni esistenti.
Per cantieri simili, il punto di partenza non è quindi soltanto la superficie da coprire. Bisogna considerare il livello di separazione richiesto, i percorsi necessari e le attività che dovranno svolgersi all’interno.

